LAGUMINA. CATTEDRALE RITROVATA

Bartolomeo Lagumina (1899-1931)

Arabista, semitista e insigne numismatico. Per le sue numerose pubblicazioni può considerarsi l’iniziatore di un corpus epigrafico semitico in Sicilia. Continuò l’opera sociale del Blandini e fu generoso con il Seminario.

Durante il suo episcopato tra le diverse attività pastorali, compì la Visita Pastorale della Diocesi e favorì iniziative volte al suo miglioramento spirituale. Fondò il Bollettino Ecclesiastico Agrigentino organo ufficiale della Diocesi.

Dopo aver commissionato lavori di restauro della navata settentrionale, volle ripristinare l'antica architettura medievale, scrostando lo stucco dalle colonne  e dagli archi, liberando le pareti laterali dagli altari che vi erano addossati e dalle cornici, tribune e timpani barocchi che le ornavano. La scoperta, nel 1908, di una finestra ogivale  nella  parete  nord e la scoperta, sotto  l’intonaco seicentesco, delle arcate  medievali diede impulso alla ricerca delle vestigia antiche della Cattedrale.  Fu scoperto il sacello medievale, dove fu trasferita l'urna di San Gerlando e aperta la  cappella di San Bartolomeo sotto  la  torre dell’orologio.

Il coro che si trovava nel mezzo della chiesa, sotto il soffitto a cassettoni, è stato spostato e trasferito dentro il cappellone dove, nel centro dell'abside, fu rinnovato l'altare maggiore, consacrato nel 1908. 

Nel  1913  venne  abbattuto  l’altare  nord  del  transetto,  riportando alla luce la cappella rinascimentale della famiglia De Marinis,  che  fu  adibita  a  battistero dal   vescovo, durante la celebrazione del  Sabato Santo del 1914. Con il susseguirsi dei lavori vennero alla luce ampi  brani  di  affreschi medievali che furono staccati nel 1951 e, oggi sono custoditi presso il Museo Diocesano. A seguito dei lavori andarono perduti  il  pulpito  e  le  cantorie addossate alla controfacciata, l’organo collocato sul lato nord e tutti gli altari e  le  cappelle  laterali. Rimasero preservate dalla trasformazioni la cappella barocca di san Gerlando e la cappella quella  dirimpetto, destinata alla sepoltura dei canonci e oggi cappella del Redentore.

Nel 1933 durante l’episcopato del vescovo Peruzzo  è stato smontato l’organo seicento e assemblato, con nuove parti (Mascioni), e collocato sotto il catino absidale della navata centrale.

Arabist, semitist and distinguished numismatist. Because of his numerous publications, he
can be considered the forefather of a semitic epigraphic corpus in Sicily. He continued
Blandini’s social work and was very generous to the Seminary. During his episcopate,
among his various pastoral activities, he made the Pastoral Visit of the Diocese and
created activities for its spiritual betterment.
He founded the Agrigento’s Ecclesiastic Bulletin, an official organ of the Diocese.
After reinforcing the northern nave, he wanted to restore the Cathedral to its medieval
architecture by stripping the stucco from the columns and the arches, freeing the walls
from the altars and the frames, tribunes, and tympana that decorated them.
The discovery, in 1908, of an ogival window on the northern wall, and the discovery, under

the seventeenth century plaster, of the medieval arches led to the search of the
Cathedral’s ancient vestiges. The medieval sacellum was discovered and the urn of Saint
Gerlando was relocated there, and the chapel of Saint Bartolomeo was opened at the
base of the clock tower.
The choir in the middle of the church, under the coffered ceiling, was moved to the major
chapel where, in the middle of the apse, the main altar was renovated and consacrated in
1908.
In 1913 the northern altar of the transept was demolished, bringing the renaissance chapel
of the De Marinis family to light, which Lagumina, during the celebration of the Holy
Saturday of 1914, turned into a baptistery.
After some more renovations, large parts of medieval frescos were discovered and, in
1951, they were taken off the walls and brought to the Diocesan Museum, where they can
be found today.
Because of the extensive works many parts of the Cathedral were lost, such as the pulpit
and the choir that were in the counterfacade, the organ situated in the northern side and all
of the altars and side chapels, with the exception of those of San Gerlando and the one
next to it.
In 1933, during the episcopate of the bishop Peruzzo, the seventeenth century organ was
disassembled, new parts by Mascioni were added to it and then it was moved under the
vault of the central nave.