THALASSA

FROM EX-VOTOS TO HUMAN TRAGEDY

10 YEARS SINCE POPE FRANCIS VISITED LAMPEDUSA

The multiple faces of the ocean depend on the type of relationship human beings have with it. Hope and disappointment-Life or death. In the historical ex-votos hall located in the diocesan museum, the tablets on the tragedies are particularly striking, placed in relation to author's photographs concerning the tragedy of migrants in the Mediterranean Sea.

The photos by Massimo Palamenghi, Fabio Peonia and Giuseppe Spoto captured daily live moments of men, women, children and rescuers. They prompt the question that Pope Francis addressed to humanity: Who wept for them? Who is responsible for what happened?

The images become the contemporary representation of the rescue request imprinted in the museum's votive tablets, in some cases achieved and in others tragically lost. Conceived as frames of a film, capable in one click a temporal sequence made up of distinct moments: the tragedy, the invocation and the hope for a rescue.

Moreover, the action takes place in a supernatural sacred moment between past and present those painted or photographed scenes find their natural conclusion in the video wall. The voice of Pope Francis, with excerpts from the homily he delivered during his visit to Lampedusa in 2013, recounts the human tragedy of women, men and children who crossed the ocean to safety. 

Noteworthy is the inability to weep in front of the human pain where thousands of lives could be saved with less globalization indifference. The audacity and commitment of the rescuers was not enough to avert such a civil tragedy, but a strong reception and solidarity urging every man and woman of goodwill to change the world.

Finally, this stimulus for consciences invites reflection on all the tragedies involving men, women and children forced to move in search of work or economic opportunities, to join family, to escape conflict, persecution. Still others move in response to the adverse effects of climate change, natural disasters, or other environmental factors.

Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, l’abisso mi ha avvolto…

Giona 2,6

 

Il mare ha molti volti. Il suo volto dipende dal tipo di relazione che l’essere umano ha con esso. Speranza e delusione. Vita o morte. 

All’interno del Museo Diocesano, nella sala degli ex voto storici, risultano di particolare impatto le tavolette inerenti le tragedie del mare. Gli ex voto storici sono posti in relazione e a confronto con foto d’autore inedite inerenti la tragedia dei migranti nel mediterraneo.

Le foto di Massimo Palamenghi, Fabio Peonia e Giuseppe Spoto hanno catturato attimi di vita di uomini, donne, bambini e soccorritori che suscitano la domanda che Papa Francesco ha rivolto all’umanità: Chi ha pianto? Chi è responsabile?

Gli scatti fotografici diventano la rappresentazione contemporanea dell’invocazione per la salvezza impressa nelle tavolette votive del Mudia, invocazione in alcuni casi raggiunta, in altri casi tragicamente perduta. Ideate come fotogrammi di un film, capaci non solo di restituirci in un'istantanea le vicissitudini del mondo ma soprattutto di condensare in unico flash una sequenza temporale fatta invece di momenti ben distinti: la tragedia, l’invocazione e la speranza di un soccorso. É evidente che l'azione non si svolge nel tempo fisico ma in quello soprannaturale. Un tempo sacro nel quale non esistono il prima ne il dopo. Tra passato e presente quelle scene dipinte o fotografate trovano la naturale conclusione nel video wall. 

La voce di Papa Francesco, con brani dell’omelia pronunciata durante la visita a Lampedusa nel 2013, narra la tragedia umana di donne, uomini e bambini che hanno attraversato il mare, salvezza per alcuni e tragedia e tomba per altri.

Scuote il richiamo all’incapacità di piangere davanti al dolore umano che porta alla globalizzazione dell’indifferenza. Si potevano e si possono salvare migliaia di vite umane. Non basta l’audacia e l’impegno dei soccorritori a scongiurare una disfatta di un’intera civiltà, è necessario uno stile di accoglienza e di solidarietà che sollecita ogni uomo e donna di buona volontà a cambiare il mondo.

Uno stimolo per le coscienze che invita ad interrogarsi su tutte le tragedie, conosciute e non, che hanno riguardato uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare le proprie terre per cercare una vita migliore.