Eventi

MUDIA - SAN LORENZO

Mostra al Polo Espositivo Mudia

Chiesa San Lorenzo in Agrigento
inaugurazione 18 marzo ore 11,30
 
Apertura dal 19 marzo al 19 maggio
dal lunedì al giovedì ore 9,00/19,00
Venerdì e Sabato 9,00/21,30
 
La mostra, articolata in cinque aree tematiche - Rivelazione, Dono, Cammino, Attesa e Risurrezione - propone un percorso tra arte, fede e devozione.
Le opere, provenienti da diverse città della diocesi - Palma di Montechiaro, Racalmuto, Lucca Sicula, Casteltermini, Sciacca, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e
Santo Stefano Quisquina - furono realizzate tra il XVII e il XIX secolo per la pietà personale e la vita liturgica delle comunità cristiane. Oggi parlano al cuore dell'uomo contemporaneo e rinnovando, attraverso la bellezza, l'annuncio della Pasqua.
Attraverso i dipinti di artisti legati al territorio agrigentino, come Domenico Provenzani, Padre Fedele da Sambuca, Tommaso Rossi e Federico Panepinto, l'itinerario attraversa diverse stagioni della produzione figurativa locale.
In queste opere convivono tradizione devozionale, forza espressiva della pietà popolare e attenzione ai linguaggi artistici del tempo, rivelando un patrimonio che non è soltanto memoria del passato, ma espressione viva della fede di una comunità.
Fulcro spirituale del percorso è la copia della Sacra Sindone, reliquia di contatto con la lastra del Santo Sepolcro, custodita nella Cattedrale di Agrigento. L'accompagnamento dei canti gregoriani contribuisce a creare un'atmosfera di meditazione e preghiera.
La mostra diventa così un'occasione per riscoprire la fede cristiana e l'eredità culturale e spirituale del territorio.

 

MUDIA - CATTEDRALE

Emblematico monumento della fede cristiana agrigentina. L'ura che custodisce le reliquie di San Gerlando esprime il profondo legame del popolo con il proprio Patrono e testimonia la presenza di una committenza lungimirante capace di rivolgersi ai più autorevoli ma estri deltempo.
La monumentale cassa è stata voluta dal vescovo Francesco Trahina, che ha guidato la Diocesi di Agrigento dal 1627 al 1651, per impreziosire la nuova cappella barocca.
Nel 1653 don Francesco Albamonte, suo procuratore, ha commissionato la vara in argento all'argentiere palermitano Michele Ricca, su progetto dell'abate Vincenzo Sitaiolo e su disegno del celebre pittore monrealese Pietro Novelli.
Le parti fuse (puttini, serafini e angeli) sono state realizzate dagli argentieri Giancola Viviano e Michele Ferruccio, contribuendo a definire l'eleganza e la ricchezza plastica dell'opera.
L'urna, insieme al reliquiario a busto della compatrona santa Vittoria, è stata custodita nella cappella barocca dietro una monumentale porta chiusa da tre chiavi, simbolicamente affidate al Vescovo, al Capitolo e ai Giurati della città: segno eloquente di una responsabilità condivisa verso i Patres ecclesiae et civitatis. Durante i restauri della Cattedrale dei primi del Novecento, per iniziativa del vescovo Bartolomeo Lagumina, l'urna è stata trasferita nella cappella medievale ritrovata, nel transetto meridionale.
In origine era arricchita da sei formelle che narravano episodi della vita del Santo tra cui l'incontro con il conte
Ruggero I di Sicilia, il battesimo di Hamud, l'istruzione del clero e del popolo e l'assistenza alla città conferendole un valore non solo artistico, ma anche storico e agiografi-co.
La sua vicenda è stata segnata anche da eventi dolorosi: ha subito due furti sacrileghi, il primo negli anni Settanta, quando l'urna era custodita nella chiesa di San Domenico, a seguito della frana del 1968, e il secondo negli anni Ottanta, dopo il rientro in Cattedrale. Tra il 2012 e il 2013 il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha restituito sette degli otto puttini sottratti.
Nel 2025 l'Urna è stata oggetto di un accurato intervento di restauro e di reintegrazione che ne ha restituito l'originario splendore, riconsegnando alla comunità un simbolo identitario di stra ordinaria forza spirituale e artistica.