Museo DIocesano  Agrigento

Il MUDIA ha una sua sede centrale e principale nella città di Agrigento e altre sedi espositive, con mostre permanenti, diffuse sul territorio della Diocesi. Il Museo diffuso di Agrigento, che custodisce i Tesori della Cattedrale, rappresenta certamente l’entità storicamente più importante: della storia della Chiesa locale, dei suoi riti e tradizioni religiose, liturgiche e cultuali, degli sviluppi della cultura del territorio nei secoli, con particolare riferimento alle forme artistiche assunte nel tempo. Costituisce un prezioso strumento per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e, al contempo, per valorizzare e divulgare la storia della religiosità agrigentina. Il Mudia ad Agrigento è costiruito dal percorso museale a cielo aperto con i siti del centro storico Cattedrale, Museo Diocesano, Chiesa Maria dei Greci, San Lorenzo.

Con i diversi Poli espositivi,Mudia_Agrigento, Mudia_Aragona, Mudia_Sambuca di Sicilia, il museo diffuso permette di custodire e valorizzare il patrimonio ecclesiastico senza sradicarlo dal territorio e dalla comunità per il quale è stato pensato, progettato e realizzato. La comunità non viene privata del suo patrimonio artistico e dei suoi oggetti cultuali, potendoli valorizzare ancora per la catechesi e, all’occorrenza, per la liturgia.

 Per visite alla chiesa S. Maria dei Greci,  San Lorenzo (Libero)

Cattedrale Museo Diocesano (conttibuto di € 4,00 nei seguenti orari)

 1 Aprile - 2 Novembre

10,00 - 13,30/15,30 - 19,00       LUNEDI’ CHIUSO

3 Novembre - 31 Marzo

9,00 - 13,00 LUNEDI’ CHIUSO

 

  Associazione Ecclesia viva  3277549152 - 0922 490061    ecclesiaviva@gmail.com 

 

In occasione della conclusione dei lavori di riqualificazione dell'atrio del Seminario Arcivescovile (sede della Biblioteca diocesana) è stato ideato un evento culturale che traduca e sintetizzi, attraverso pannelli didattici, documenti ed espressioni artistiche, tutte le stratigrafie dell'atrio, supportate da adeguate indagini diagnostiche.
La ricostruzione documentaria, preliminare al restauro, ha trovato pieno riscontro nelle stratigrafie architettoniche che i lavori di restauro hanno ridefinito, permettendo all'architettura di divenire essa stessa palinsesto archivistico.
I lavori, eseguiti secondo le formule teoriche del restauro critico, hanno ridato la percezione corretta delle testimonianze medievali.

L'evento culturale, coordinato dall'Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto vede coinvolte diverse Istituzioni che hanno cooperato al progetto: l' Archivio Capitolare, l'Archivio Storico diocesano, Biblioteca Diocesana del Seminario e Museo Diocesano. Dall'Archivio  Capitolare proviene un prezioso documento pergamenaceo, con il suo sigillo autentico, datato 28 luglio 1310 con cui Bertoldo, vescovo di Agrigento concede a Manfredi Chiaramonte, conte di Modica, le Scuole vescovili su cui sorgerà l'Hosterium , il palazzo fortificato dei Chiaramonte, che sarà esposto presso le Sale del Museo Diocesano, unitamente ad alcune carte sciolte dei registri correnti tra il 1520 e 1521, provenienti dall'Archivio storico diocesano, nelle quali  si descrivono le condizioni di degrado del Palazzo fortificato, prima della conformazione Barocca, trasformando definitivamente l'antico Steri in  Seminario vescovile. Nella Settecentesca Aula di Teologia, parte integrante del Seminario, ubicata all'interno dell'Atrio restaurato, sarà esposto l'atto notarile del 20 luglio 1610 con cui il barone di Siculiana Biagio Isfares et Corillas cede l'antico Palazzo fortificato al vescovo Vincenzo Bonincontro, ove edificare il   Seminario vescovile.