MUDIA_ MUSEO DIOCESANO, CATTEDRALE, TORRI, SARCOFAGI, S. MARIA DEI GRECI

NOMINATO IL NUOVO DIRETTORE DEL MUSEO DIOCESANO

È la dott.ssa Domenica Brancato il nuovo direttore del Museo Diocesano dell’Arcidiocesi di Agrigento (MUDIA). A comunicarlo la sera del 5 novembre 2021 l’Arcivescovo, mons. Alessandro Damiano, presso la sede del Museo, alla presenza dei direttori dei Centri Pastorali e dei dipendenti della Curia, in occasione del X anniversario della inaugurazione del MUDIA nel Palazzo Vescovile. La dott.ssa Brancato che finora ha ricoperto l’incarico di storico dell‘arte dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, subentra nell’incarico a don Giuseppe Pontillo. “Grazie per la fiducia. Questo è un impegno grande di cui sono onorata e che mi auguro di poter portare avanti nel miglior modo possibile”. Così il neo direttore.

 

EVENTI E NOVITA' CLICCA

  

DAL 2  NOVEMBRE al 2 DICEMBRE

 LA CATTEDRALE , IL MUSEO DIOCESANO E SANTA MARIA

RESTERANNO CHIUSI PER MANUTENZIONE

 

La fruizione turistica riprenderà giorno 3 dicembre con i seguenti orari: dal Martedì alla Domenica dalle ore 10 alle ore 13.  

ORARI APERTURA INVERNALI dal 3 dicembre

 Dal MARTEDI ALLA DOMENICA 10,00-13,00
 Solo per la Cattedrale la Domenica 10,00-13,00/17,00-20,00 In Cattedrale la Domenica mattina ci sarà la la celebrazione della Messa  e le parti monumentali resterrano chiuse

  

La certificazione green pass è obbligatoria, a partire dal 6 agosto, per accedere alle altre attività organizzate o gestite da enti ecclesiastici, per spettacoli aperti al pubblico, eventi, musei, altri istituti e luoghi di cultura e mostre, convegni e congressi. Si chiarisce che per l'accesso nelle Chiese durante gli orari di apertura per la fruizione turistica, che comporta un flusso di fruitori di eterogenea provenienza, con accesso alle aree musealizzate incluse torri, cripte e altri spazi chiusi, è obbligatorio quanto previsto dal Decreto Legge del 23 luglio 2021 n. 105. La verifica del green pass va eseguita con l'app VerificaC19 e dovranno esibirlo i maggiori di 12 anni; nel momento della verifica al titolare del Green pass può essere chiesto di esibire il documento di identità. Può accedere anche chi è in possesso dei relativi certificati di guarigione, tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti certificato da struture private o pubbliche e certificato di vaccinazione in assenza di greem pass. Potranno esserci aggiornamenti per eventuali nuove disposizioni della C.E.I. e degli organi statali e regionali preposti.

 

info su costi e accessi

www.oltrelavalle.com 

Museo DIocesano  Agrigento

   Il MUDIA ha una sua sede centrale e principale nella città di Agrigento e altre sedi espositive, con mostre permanenti, diffuse sul territorio della Diocesi. Il Museo diffuso di Agrigento, che custodisce i Tesori della Cattedrale, rappresenta certamente l’entità storicamente più importante: della storia della Chiesa locale, dei suoi riti e tradizioni religiose, liturgiche e cultuali, degli sviluppi della cultura del territorio nei secoli, con particolare riferimento alle forme artistiche assunte nel tempo. Costituisce un prezioso strumento per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e, al contempo, per valorizzare e divulgare la storia della religiosità agrigentina. Il Mudia ad Agrigento è costiruito dal percorso museale a cielo aperto con i siti del centro storico Cattedrale, Museo Diocesano, Chiesa Maria dei Greci, San Lorenzo.

 Con i diversi Poli espositivi,Mudia_Agrigento, Mudia_Aragona, Mudia_Sambuca di Sicilia, il museo diffuso permette di custodire e valorizzare il patrimonio ecclesiastico senza sradicarlo dal territorio e dalla comunità per il quale è stato pensato, progettato e realizzato. La comunità non viene privata del suo patrimonio artistico e dei suoi oggetti cultuali, potendoli valorizzare ancora per la catechesi e, all’occorrenza, per la liturgia.

  

Spazi espositivi Mudia della Cattedrale 1

Il progetto ARKEO&FEDE_dalla Valle al Colle ha la mission di mettere in rete le testimonianze provenienti dalla Valle con le testimonianze architettoniche e artistiche della Città medievale che il progetto ARTE&FEDE I PERCORSI permette di custodire, valorizzare e promuovere.

Con l’evento franoso del 1966 il Sarcofago di Ippolito e Fedra, unitamente ad altri tre, furono trasferiti nella Chiesa di San Nicola e nel Museo Archeologico. Il progetto ha previsto il recupero concreto del Patrimonio ecclesiastico attraverso diverse fasi, dalla movimentazione dei beni archeologici dalla Valle dei Templi alla loro ricollocazione in Cattedrale, creando nel frattempo una manifestazione culturale con ricaduta sul territorio. 

I viaggiatori del Grand Tour dopo avere visitato la Valle dei Templi salivano ad Agrigento per potere visitare le tracce archeologiche della città e in particolare il Patrimonio archeologico custodito nella Cattedrale.  «Credo di non aver mai veduto cosa più stupenda in fatto di bassorilievi, né più perfettamente conservata», sono le parole di ammirazione di Johann Wolfgang von Goethe, che, come altri viaggiatori illustri del Grand Tour, rimase colpito dalla bellezza della scultura del sarcofago di Ippolito e Federa. Queste  testimonianze costituirono il primo nucleo collezionistico della Cattedrale voluto da mons. Turano nell'800, che costituì il primo Museo dei Tesori della Cattedrale, il cui Patrimonio confluì nel Museo Diocesano, voluto e realizzato da mons. Peruzzo su progetto di Franco Minissi.

I sarcofagi oggetto della visita dei viaggiatori del Grand tour sono stati studiati e pubblicati da diversi studiosi, tra i più illustri Vincenzo Tusa.

L' Arcidiocesi di Agrigento, l' Associazione Ecclesia Viva, sostenuti dall'Assessorato al Turismo della Regione siciliana, ha fortemente sostenuto questo progetto perchè, siamo convinti, al di là della valenza culturale e storica, che questo intervento potrà sostenere la Città e il centro storico, conosciuto poco per le sue potenzialità e per l’enorme patrimonio storico artistico e molto più per le sue ferite. Prevediamo, tramite studi di settore, l' accelerazione di un processo virtuoso teso all’uso ottimale delle risorse culturali del territorio in termini di tutela, valorizzazione e fruizione, e in questo tempo contingente della emergenza Covid di incidere con una operazione di welfare culturale per il benessere della persona. Ci attendiamo, continuando già le iniziative dei privati nel centro storico, di continuare a stimolare altre iniziative imprenditoriali, collegate direttamente o indirettamente ai beni del territorio (don Giuseppe Pontillo).