RIAPERTURA DEL MUSEO, CATTEDRALE, S. MARIA DEI GRECI

EVENTI E NOVITA'

 ORARI APERTURA

Dal lunedi al sabato 10,00-13,30/17,30-19,30

Domenica 10,00-13,30/16,00-19,30

info e costi

Museo DIocesano  Agrigento

   Il MUDIA ha una sua sede centrale e principale nella città di Agrigento e altre sedi espositive, con mostre permanenti, diffuse sul territorio della Diocesi. Il Museo diffuso di Agrigento, che custodisce i Tesori della Cattedrale, rappresenta certamente l’entità storicamente più importante: della storia della Chiesa locale, dei suoi riti e tradizioni religiose, liturgiche e cultuali, degli sviluppi della cultura del territorio nei secoli, con particolare riferimento alle forme artistiche assunte nel tempo. Costituisce un prezioso strumento per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e, al contempo, per valorizzare e divulgare la storia della religiosità agrigentina. Il Mudia ad Agrigento è costiruito dal percorso museale a cielo aperto con i siti del centro storico Cattedrale, Museo Diocesano, Chiesa Maria dei Greci, San Lorenzo.

 Con i diversi Poli espositivi,Mudia_Agrigento, Mudia_Aragona, Mudia_Sambuca di Sicilia, il museo diffuso permette di custodire e valorizzare il patrimonio ecclesiastico senza sradicarlo dal territorio e dalla comunità per il quale è stato pensato, progettato e realizzato. La comunità non viene privata del suo patrimonio artistico e dei suoi oggetti cultuali, potendoli valorizzare ancora per la catechesi e, all’occorrenza, per la liturgia.

  

Spazi espositivi della Cattedrale

Il progetto ARKEO&FEDE_dalla Valle al Colle ha la mission di mettere in rete le testimonianze provenienti dalla Valle con le testimonianze architettoniche e artistiche della Città medievale che il progetto ARTE&FEDE I PERCORSI permette di custodire, valorizzare e promuovere.

Con l’evento franoso del 1966 il Sarcofago di Ippolito e Fedra, unitamente ad altri tre, furono trasferiti nella Chiesa di San Nicola e nel Museo Archeologico. Il progetto ha previsto il recupero concreto del Patrimonio ecclesiastico attraverso diverse fasi, dalla movimentazione dei beni archeologici dalla Valle dei Templi alla loro ricollocazione in Cattedrale, creando nel frattempo una manifestazione culturale con ricaduta sul territorio. 

I viaggiatori del Grand Tour dopo avere visitato la Valle dei Templi salivano ad Agrigento per potere visitare le tracce archeologiche della città e in particolare il Patrimonio archeologico custodito nella Cattedrale.  «Credo di non aver mai veduto cosa più stupenda in fatto di bassorilievi, né più perfettamente conservata», sono le parole di ammirazione di Johann Wolfgang von Goethe, che, come altri viaggiatori illustri del Grand Tour, rimase colpito dalla bellezza della scultura del sarcofago di Ippolito e Federa. Queste  testimonianze costituirono il primo nucleo collezionistico della Cattedrale voluto da mons. Turano nell'800, che costituì il primo Museo dei Tesori della Cattedrale, il cui Patrimonio confluì nel Museo Diocesano, voluto e realizzato da mons. Peruzzo su progetto di Franco Minissi.

I sarcofagi oggetto della visita dei viaggiatori del Grand tour sono stati studiati e pubblicati da diversi studiosi, tra i più illustri Vincenzo Tusa.

L' Arcidiocesi di Agrigento, l' Associazione Ecclesia Viva, sostenuti dall'Assessorato al Turismo della Regione siciliana, ha fortemente sostenuto questo progetto perchè, siamo convinti, al di là della valenza culturale e storica, che questo intervento potrà sostenere la Città e il centro storico, conosciuto poco per le sue potenzialità e per l’enorme patrimonio storico artistico e molto più per le sue ferite. Prevediamo, tramite studi di settore, l' accelerazione di un processo virtuoso teso all’uso ottimale delle risorse culturali del territorio in termini di tutela, valorizzazione e fruizione, e in questo tempo contingente della emergenza Covid di incidere con una operazione di welfare culturale per il benessere della persona. Ci attendiamo, continuando già le iniziative dei privati nel centro storico, di continuare a stimolare altre iniziative imprenditoriali, collegate direttamente o indirettamente ai beni del territorio (don Giuseppe Pontillo).

 

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