BLANDINI E LE OPERE SOCIALI

Gaetano Blandini (1885-1898)

Fu vescovo ausiliare di del vescovo Turano e  suo successore, portandone avanti l’opera di riforma e di rinnovamento.

 L’indole personale e il carattere di Blandini lo portavano a spendere il suo impegno in quei settori della vita diocesana che egli vide essere più bisognosi di un urgente intervento di riforma: curò l’istruzione religiosa del popolo, la preparazione e formazione del clero, fondò l’Accademia Tomistica, inculcò l’adorazione eucaristica. 

 Si impegnò nell’istruzione religiosa dei fedeli tenendo egli stesso le catechesi che ebbero sede stabile nella chiesa di san Giuseppe in città, mentre per la diocesi istituì la formazione obbligatoria per i fedeli e le Conferenze ascetiche per i sacerdoti.

 Intrattenne una corrispondenza epistolare con don Bosco, e i responsabili dell’Istituto Gioeni fecero  richiesta di affidare l’opera per la formazione dei giovani ai padri Salesiani.

 È stato  il primo vescovo siciliano che si adoperò per  nascita del nuovo apostolato sociale cattolico. In quasi tutte le parrocchie dell’agrigentino promosse la costituzione di associazioni e di istituti cattolici per  sollevare la povertà del popolo.

Organizzò le forze cattoliche nell’Opera dei Congressi; diffuse le Casse urali e artigiane che sconfissero l’usura e assicurarono un migliore tenore di vita alle classi più povere.

Legato al suo operato pastorale è l’inserto di affresco inserito in una delle volte delle sale del Palazzo arcivescovile (Mudia), che riporta la testata del Giornale quotidiano Unità Cattolica, retto dal globo terrestre con le fasce zodiacali. Il Giornale, fondato a Torino nel 1863 da don Giacomo Margotti, è considerato il Manifesto editoriale del Giornale diocesano il Cittadino Cattolico fondato dal vescovo nel 1890, a sostegno della sua opera multiforme e delle attività dei Cattolici. Il settimanale ha accompagnato per un trentennio la vita cattolica agrigentina, guidandola e spronandola verso nuove conquiste.

Ha commissionato lavori di restauro e  decorative  del Palazzo vescovile di cui rimane oggi il Suo stemma nella Sala del Trono (Mudia).

Si adoperò per la costruzione del Seminario estivo a Favara, per una serena formazione intellettuale e morale dei seminaristi; realizzato su progetto dell’ingegnere Giuseppe Tedesco, dal 1891 al 1896. 

He was the auxiliary of the bishop Turano and his successor. He kept working on the reformations and renewals started by Turano. He took an active role in the religious education of the followers by teaching himself the catechesis that took place in the Church of Saint Giuseppe in the city, and established both mandatory formation for the followers and ascetic conferences for the priests.
He entertained a long correspondance with don Bosco, and the people in charge of the Gioeni Institute asked him to entrust the education of young people to the salesians. He was the first sicilian bishop to plan the creation of the new social catholic apostolate and promoted the creation of catholic associations and institutes to combat poverty in almost all of the parishes of Agrigento. He organized the catholic effort in the Opera of Congresses and instituted the Rural and Artisanal Banks, who helped defeat usury and allowed the poorer social classes to have a better life.
In 1980 he created the diocesan newspaper The Catholic Citizen. The part of a fresco in one of the arches of the halls is tied to his work as a pastor, showing the first page of the newspaper “Catholic Unity” held aloft by the globe and the zodiac belts. The newspaper, founded in 1863 in Turin by don Giacomo Margotti, can be considered the editorial manifesto of the Catholic Citizen, as can be seen by the various works and activities of the Catholics. This glorious weekly publication was a mainstay of the life of Agrigento for thirty years, leading the people and pushing them towards progress.
He restored the bishop’s palace and his emblem still remains to this day in the Throne Room. He also advocated for the construction of the summer Seminary in Favara, for a serene intellectual and moral formation of the participants; it was designed by the engineer Giuseppe Tedesco and built between 1891 and 1896.

Crediti Michele Palazzotto