CRISTO FARMACISTA

Nell’Antichità la medicina era religiosa e quella più scientifica non disdegnava di richiedere in extrema ratio l’aiuto dall’alto. Nessuna meraviglia, dunque, che nel linguaggio biblico Dio si presenta al suo popolo come medico. Il Nuovo Testamento, continuando e sviluppando ancora tale figurazione teologica, annuncia Gesù come medico. Fu un’immagine molto usata nella predicazione antica della prima Chiesa. Dovettero però passare molti secoli e giungere al Barocco europeo perché ci si accorgesse che questo Medico divino poteva essere descritto e raffigurato anche come divino Farmacista, non ultimamente grazie alla traduzione della Bibbia di Lutero. Con essa, Lutero dava dignità religiosa alla professione del farmacista.

L’immagine rimbalza dalla predicazione religiosa all’arte. In molte miniature e in un congruo numero di bei dipinti del Continente europeo, Cristo fu rappresentato come un vero farmacista. Nei quadri, lo si può osservare con il bilancino in mano e con mortaio a fianco, intento a preparare e fornire ricette per i numerosi malati che affollano la sua divina farmacia, fornitissima di erbe mediche.

Il passaggio in epoca moderna da Cristo Medico a Cristo Farmacista trova una giustificazione nell’interferenza di diversi campi del sapere umano, che riguardano la filologia biblica, Lutero e la teologia, le malattie, il sapere medico e farmaceutico, la fondazione accademica nelle università degli studi di farmacia, l’emergere della nuova professione del farmacista accanto a quella del medico, l’uso scientifico delle erbe mediche, la loro simbolizzazione, e naturalmente l’arte pittorica.

Nel giardino del Museo Diocesano, la conversazione percorrerà una pista che, tramite immagini, riassume rapidamente dall’origine ai nostri giorni queste tematiche.

Immagini tratte da:

 Fritz Kraft, Christus ruft in die Himmelsapotheke. Die Verbildlichung des Heilandrufs durch Christus als Apotheker, Stuttgart 2002

  • Wolfang-Hagen Hein, Christus als Apotheker, Frankfurt am Main 1974
  • Non esistono sul tema pubblicazioni in italiano

 

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Chi è Vincenzo Lombino

Presbitero della Chiesa di Agrigento. Già laureato in Farmacia, ha conseguito il dottorato in Teologia e Scienze Patristiche nell’Istituto Augustinianum, Università Pontificia Lateranense di Roma (nel 1994 ha difeso la tesi di laurea e infine nel 2004 ha maturato il dottorato). Dal 1995 ha insegnato in diverse realtà accademiche siciliane ed estere: nell’Istituto San Paolo di Catania (dal 1995 al 2001), nello Studio Teologico San Paolo di Cremisan, Israele (2003), è stato invitato per tenere un ciclo di lezioni nella Facoltà di Teologia di Tübingen, Germania (2004). Dal 2001 è docente incaricato di Patristica nella Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo e, al contempo, è docente stabile nello Studio Teologico San Gregorio Agrigentino di Agrigento, di cui è stato Prefetto degli Studi per un sessennio (2009-2015). Insieme ad altri studiosi, ha promosso la creazione dell’Istituto Siciliano di Studi Patristici e Tardoantichi “J.H. Newman”, di cui è attualmente presidente. Per lo stesso Istituto e per la Facoltà Teologica di Sicilia ha curato l’organizzazione di diversi  Convegni di studi internazionali, tenutisi nell’aula magna della Facoltà Teologica.